Non capita di rado di partecipare a riunioni aziendali, sia di alto livello sia di natura più operativa, durante le quali si percepisce uno sforzo da parte di qualcuno o di tutti, per tentare di “allineare” le persone e fare in modo che ci sia comprensione e condivisione su diagnosi, obiettivi e strategie.
Il più delle volte è uno sforzo vano.
Chi ha occhi attenti non può non vedere che gli accordi dichiarati durante gli incontri - anche in modo convincente - sono perlopiù apparenti. Gli sprovveduti, e la maggioranza dei manager fa parte di questa tipologia, non essendo in grado di cogliere le differenze, escono da queste riunioni convinti e illusi che l’“allineamento” sia stato raggiunto, che “la riunione è andata molto bene”, che “c’è condivisione e spirito di squadra” e che “le persone lavoreranno nella direzione stabilita”. Basta lasciar passare qualche ora e anche un cretino capirebbe che non è quasi mai così.
Lasciando da parte i casi in cui c’è evidente manipolazione e gli incontri sono infestati da trappole e inganni (che ovviamente non si vedono ad occhio nudo e tuttavia se calibrati bene danno vita ad incontri utili e intelligenti…
[Leggi il resto...]

