Senza Meta

In giro senza meta nel web alla ricerca di qualcosa che non si sa cos’è.

Qui sotto l’anteprima degli ultimi Senza Meta inseriti:

  • 15 Ottobre 2012, Capitiamo su complessita.wordpress.com, sito che ogni tanto guardiamo sperando di trovare qualcosa di interessante e utile - il più delle volte con aspettative che rimangono tali - e troviamo due suggerimenti per ammazzare il tempo.
    Il primo è un libro di Alberto Gandolfi dal titolo iperambizioso: “Decidere nell’incertezza”.
    Suggestionati lo abbiamo comprato e letto. Siamo rimasti gli stessi di prima.
    Il secondo un libro di Alessandro Cravera dal titolo: “Guida ai classici del management nell’era della complessità”. Non comprato per evitare di rimanere, dopo la lettura, peggio di quel peggio che già si è.
    Per non perdere tempo investiamo sul Linkroll e ci facciamo catapultare su Buzzword manageriale, ovvero su andreanotarnicola.wordpress.com, dove troviamo un tizio che presenta video all’americana nello stile e nei contenuti.
    Aria da chi sa di cosa parla; seguendo lui si andrà di sicuro da qualche parte. Anche se dove non si sa.
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  • 30 Aprile 2012, Su lucacomello.blogspot.it troviamo un post dal titolo La Via dove si parla dell’ultimo saggio di Edgar Morin.
    Basta leggere alcuni spunti che il filosofo “di punta del pensiero complesso” suggerisce, per rendersi conto che probabilmente a novantuno anni anche lui è stato accalappiato da demenza senile.
    Due passi in giù e incappiamo nel post Il binomio semplicità-complessità e da li ci si può perdere verso blog.debiase.com e www.fabrizionapoli.it
    Riportiamo un passo: “In molti fenomeni l’organizzazione non è imposta dall’alto, ma emerge dal basso, così diventando auto-organizzazione.
    A livello di metafora lo spunto è allora allettante: potrebbe essere così anche per le imprese, dove invece sperimentiamo ogni giorno gerarchie e procedure? “
    Mah… sembrano le solite illusioni ottiche.
    [Leggi il resto…]

Ultimi commenti

  • LED tube

    LED tube

  • Per niente vale la pena di perdere la propria pace … il baba indiano che ha scritto queste cose era una C.E.O. di una società quotata a Wall Street … per lui quello …

    zanatro

  • Carissimi/e, il vostro ultimo articolo ha suscitato in me una serie di riflessioni, mutevoli ;un giorno con l’ altro trovare nessi e connessi con la mia attività lavora…

    M.e.c

  • penso anch’io , anche per esperienze vissute , che la cosa su cui concentrarsi in questi tempi di crisi e confusione generalizzata , sia l’eliminiare quello che non serve…

    zanatro

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Se non si cambiano le modalità di controllo è molto difficile attuare.

Mani che Disegnano Facendo ordine in garage, abbiamo trovato per caso una nota scritta da uno dei più grandi consulenti italiani degli ultimi trent’anni. La nota, un po’ sgualcita e datata maggio 1998, inizia così:
“Nella gestione dell’operatività a breve e medio termine ciò che conta è il controllo dell’attuazione dove per controllo si intende ogni azione che influenzi in modo esplicito o no, il raggiungimento di risultati desiderati”.
Un paio di pagine oltre si trova scritto:
“La vera grande carenza delle aziende a noi note nella pratica, sta nell’incapacità di agire per attuare il controllo”.
Ce ne è abbastanza per fermarsi e riflettere.
Cosa avrà voluto dire? Proviamo a decodificare.
Nella prima parte si parla di controllo dell’attuazione.
Come sappiamo, attuare non è realizzare. Non è seguire pedissequamente un piano.
Per attuare bisogna integrare ciò che succede con ciò che si può fare, lasciando flessibile il ciò che si vuole fare. Nell’attuazione la volontà è ad assetto variabile. Per questo è rischioso attuare. L’attuazione è caratterizzata da imprevedibilità, da re-azione al ciò che succede dal saper giocare con il tempo.
La realizzazione,…
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