Facendo ordine in garage, abbiamo trovato per caso una nota scritta da uno dei più grandi consulenti italiani degli ultimi trent’anni. La nota, un po’ sgualcita e datata maggio 1998, inizia così:
“Nella gestione dell’operatività a breve e medio termine ciò che conta è il controllo dell’attuazione dove per controllo si intende ogni azione che influenzi in modo esplicito o no, il raggiungimento di risultati desiderati”.
Un paio di pagine oltre si trova scritto:
“La vera grande carenza delle aziende a noi note nella pratica, sta nell’incapacità di agire per attuare il controllo”.
Ce ne è abbastanza per fermarsi e riflettere.
Cosa avrà voluto dire? Proviamo a decodificare.
Nella prima parte si parla di controllo dell’attuazione.
Come sappiamo, attuare non è realizzare. Non è seguire pedissequamente un piano.
Per attuare bisogna integrare ciò che succede con ciò che si può fare, lasciando flessibile il ciò che si vuole fare. Nell’attuazione la volontà è ad assetto variabile. Per questo è rischioso attuare. L’attuazione è caratterizzata da imprevedibilità, da re-azione al ciò che succede dal saper giocare con il tempo.
La realizzazione,…
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